E se ti hackerano la macchina?

Vi avverto, è una notizia datata.

No, non è lui a guidare bensì un computer e ormai sappiamo quasi tutto sulle macchine pilotate dai computer. La prima cosa che sappiamo è che sanno guidare per migliaia di chilometri, la seconda cosa che sappiamo è che lo sanno fare bene, la terza cosa è che per loro fa poca differenza se fanno montagna, città o se devono fare una sgommata: possono farlo meglio degli uomini e infine sappiamo un’altra cosa. Possono essere hackerate.

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Se pensate che questo problema sia risolvibile avete ragione. Attualmente le macchine non godono di sistemi di difesa avanzati. Se pensate che queste protezioni vi faranno stare al sicuro, no…non vi faranno stare al sicuro.

Perché delegare alla macchina un piacere dell’uomo?

Perché per molti guidare non è un piacere ma uno stress che, come spesso sentiamo dire, ci leva di media svariate ore l’anno. Ore che potrebbero essere spese molto meglio e che, se affidate alla macchina, non sarebbero poi così piene di incidenti (di cui alcuni mortali).

Il punto è che guidare dovrebbe essere un piacere. Viene in mente il telefilm Supercar dove il protagonista, pur potendo far affidamento su un sistema di guida automatica, preferisce quella manuale.

La macchina in questione è paragonato ad un sistema SCADA ma non è costruito come tale. Si parla di sistemi particolarmente “blindati” in grado di sfruttare sensori distribuiti in varie zone. Le attività svolte dai sistemi SCADA sono pertanto molto importanti e delicate ma il fatto che questi sistemi siano “blindati” li rende anche molto sicuri.

Alcuni di voi staranno pensando a STUXNET ed in effetti è proprio questo il punto. Queste macchine sono molto più che sistemi SCADA. Sono veri e propri sistemi intelligenti con un loro sistema operativo che può gestire ogni aspetto dell’auto: erogazione del gas, freni, climatizzazione, collegamento con il gps, con il telefono, manovre con lo sterzo.

La sicurezza di questi sistemi deve essere ancora scritta sia dal punto di vista tecnico che normativo. Il codice della strada non è pronto ad accogliere queste modalità di guida che, seppur innovative, pongono un problema essenziale: in caso di incidente di chi sarebbe la responsabilità? Perché se la responsabilità civile tanto tanto può essere accettata, quella penale in caso di un investimento sarebbe assolutamente da discutere. Non ce li vedo gli avvocati a difendere o accusare un microprocessore Intel, AUDI, Wolkswagen per non aver calcolato la manovra giusta.

Infine bisognerà fare i conti con la privacy e l’impiego della guida da remoto. Tornate dalla vostra vacanza preferita? Trenta minuti prima di raggiungere l’uscita del terminal, la vostra auto si potrebbe accendere e partire da casa per arrivare davanti l’aeroporto  e assistervi nel carico e scarico del bagaglio.

Pensate sia fantascienza? No, siamo solo all’inizio, credetemi.

 

Jeep Cherokee hackerata in autostrada a 110 Km/h via Internet

Stai guidando a 110 Km/h, e tutto a un tratto la radio cambia stazione e il volume si alza al massimo. Cerchi di abbassarlo pensando a qualche difetto, e si accende l’aria condizionata senza che tu abbia toccato nulla. Senza togliere gli occhi dalla strada cerchi di capire che succede, e pensi che sia il caso di rallentare. Ma scopri che acceleratore e freni non rispondono. Non hai più il controllo dell’auto, e sei sostanzialmente su un proiettile mortale.

Sembra quasi che uno spirito maligno abbia preso il controllo del veicolo, o che qualcuno ti abbia fatto il malocchio. Ma non è un poltergeist o una qualche altra presenza maligna. Certo, la scienza può sembrare magia a chi non la capisce, ma qui il segreto è stato svelato da Andy Greenberg su Wired, che ha avuto il fegato di fare da cavia per un esperimento terrorizzante.

C’era lui infatti alla guida di quella Jeep Cherokee che è stata hackerata via internet da Charlie Miller e Chris Valasek, due hacker dediti da tempo alla sicurezza automobilistica. Sempre con la collaborazione di Greenberg, nel 2013 Valasek e Miller avevano dimostrato un attacco fatto tramite un notebook collegato fisicamente all’auto, quindi un pericolo relativamente trascurabile. A onor di cronaca, va ricordato che i due hanno proposto anche le contromisure.

http://www.tomshw.it/news/jeep-cherokee-hackerata-in-autostrada-a-110-km-h-via-internet-68679

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