Quando il terrorismo viene combattuto con i social network

Gli attentati di Parigi, ci hanno dimostrato che i social network hanno, in realtà, più importanza di quella che pensiamo. Grazie a Facebook, ad esempio, è stato possibile conoscere lo stato di persone potenzialmente in pericolo, e che tramite il social network sono riuscite a far sapere che erano in salute.
Non è la prima volta che i mezzi di comunicazione sociale sono in grado, tramite Internet, di aiutare le persone in difficoltà. Google ha messo in campo, qualche anno fa, un sistema per la geolocalizzazione di persone coinvolte in disastri naturali.

Qualche anno dopo ha potenziato gli stessi strumenti permettendo agli organi di soccorso di coordinare il supporto alle zone colpite dal maltempo o da altri tipi di calamità. Si chiama Google Crisis Response e l’indirizzo è questo: https://www.google.org/crisisresponse/

Lo strumento messo in campo ieri da Facebook era sconosciuto ai più, ma si è dimostrato particolarmente utile grazie all’utilizzo della geolocalizzazione e della rete di amicizie che in automatico riceveva gli aggiornamenti sullo stato di coloro che erano a Parigi. Di seguito potete notare delle immagini scattate a Facebook durante gli attentati.



È fuori discussione che le aziende che lavorano nel campo della comunicazione e delle tecnologie, possano potenziare tali strumenti e renderli ancora più performanti.
Se è vero che, come dice il Papa, la terza guerra mondiale è già iniziata e si combatterà a pezzi, c’è da aspettarsi un incremento degli strumenti di supporto integrati nei social network, a difesa degli utenti e sempre più orientati a contrastare i fenomeni di terrorismo.
Un esempio sono stati i tweet inviati attraverso Twitter dagli utenti intrappolati all’interno del teatro parigino oggetto dell’attacco terroristico. In uno di questi, una persona presa in ostaggio, chiedeva aiuto denunciando di essere ferita e di essere al primo piano.

Alle aziende viene offerta una grande opportunità, quella di creare strumenti di supporto a situazioni di crisi, sia per le forze dell’ordine, che per gli utenti finali. Purtroppo il terrorismo internazionale è una realtà dalla quale, per difendersi, occorrerà usare qualsiasi mezzo: anche un tweet se necessario.

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