Riflessioni sulla guerra IT: passato, presente e futuro di un business milionario

Gli attentati di Parigi fanno riflettere su qualcosa di agghiacciante: forse ha ragione il Papa, la Terza Guerra Mondiale è già iniziata da un bel po’ e si disputerà “a pezzi”. In questi attentati, ciò che però colpisce, è che non ci sono dei target militari, bensì l’obiettivo sono i civili. Basti pensare alle torri gemelle, e ad altri tristi casi che hanno visto coinvolte “persone normali” e non istituzioni.

Cambiamo scenario.

Circa 15 anni fa, su Internet, era possibile navigare senza alcun dispositivo di sicurezza. Niente antivirus, niente firewall, nessun proxy necessario. Gli utenti istituzionali si proteggevano con delle misure relativamente irrisorie ma per le “persone normali” non era necessario. Poi qualcosa è cambiato.

Le cellule terroristiche delll’ISIS sfrutterebbero il network della Playstation 4 per comunicare fra loro. La notizia viene da Jean Jambon, ministro degli affari federali del Belgio, nazione Europea che, secondo le statistiche, fino ad oggi più di ogni altra ha fornito guerriglieri al sedicente Stato Islamico, circa 40 per ogni milione di abitanti che stanno combattendo in Siria e Iraq.

Fondamentalmente, una mattina di 15 anni fa, qualche computer si è visto diminuire sensibilmente la RAM, che all’epoca era già scarsa. Non essendoci molti modi per contrarre un virus, e non conoscendo neanche il significato di tale parola, le persone pensarono ad uno strano malfunzionamento che, però, si rivelò presto non essere tale. Stessa cosa avvenne per i firewall quando il Blaster (predecessore del Sasser), inondò milioni di computer in tutto il mondo, obbligando gli utenti Microsoft ad attivare il firewall di Windows XP. Primo Windows ad integrarne uno.

Oggi la realtà è diversa. Oggi i terroristi utilizzano Sony Play Station Network per comunicare tramite messaggi istantanei e mail private. Stessa cosa si potrebbe fare con gli apparati Microsoft e Nintendo ma perché proprio la Sony? La Sony, come molti ricorderanno, è stata al centro di uno scandalo per la fuga di informazioni private degli utenti, a seguito di un attacco degli hacker. L’attacco aveva fermato i server Sony per circa 3 mesi, provocando disagi e amarezza nei videogiocatori ma anche molta preoccupazione nei tecnici. Non c’è sicurezza nella rete Sony, non c’è una politica di privacy stringente e garantista come quella prevista dalla legge italiana. No, è un far west che, ancora una volta, fa da protagonista ad uno scenario orribile: aiutare i terroristi.

È di oggi la notizia che tra gli obiettivi del regno di sua Maestà, secondo Londra, ci sarebbero le infrastrutture critiche legate all’energia. Cosa che lascerebbe Londra in una condizione molto difficile. La battaglia per la conquista delle infrastrutture critiche, tuttavia, non si combatte più solo “fisicamente” ma anche “logicamente”. I sistemi SCADA, utilizzati proprio per il controllo di impianti industriali, gestiscono le principali reti energetiche di ogni paese, fino alle centrali termo-nucleari. È quindi una realtà che la sicurezza informatica, diviene un obiettivo di primo piano ma c’è un problema: non è controllabile.

Perché Londra dovrebbe entrare nei server nipponici per effettuare, in prima persona, controlli di sicurezza sui messaggi che vengono inviati. Cosa che non succede considerando che la PlayStation Network, sembra fuori anche dal recinto di Echelon, l’impressionante sistema di sicurezza globale che tutto dovrebbe ascoltare e captare.

In ogni caso il concetto di base è che i terroristi potrebbero accedere ad una chat di un gioco e comunicare liberamente, per via delle difficoltà e dello scarso numero di intercettazioni che vengono svolte e questo rappresenta un vero incubo per gli inquirenti. Del resto le console sono solo uno dei punti forti di chi cerca un sistema per comunicare senza essere intercettati. Lo stesso Telegram, considerato una della piattaforme più rispettose della privacy e difficile da intercettare, sembra sia usata dai terroristi come mezzo di comunicazione per coordinare le loro azioni.

Quali provvedimenti si potranno mettere in atto per gestire situazioni di comunicazione così frammentate? Di sicuro la guerra è cambiata, ieri si pianificava in una tenda e si lottava in una trincea, oggi si pianifica con una Play Station e si disputa nella propria casa, con una tastiera.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: