Pedofilia in rete: cosa è e come si combatte

Sono stato molto indeciso se scrivere o meno questo articolo. A farmi decidere di parlare di questo tema è stata una coppia di genitori, impensieriti per non aver alcuna conoscenza in merito all’argomento e temendo rischi che per certi versi risultano infondati e per altri, invece, non lo sono affatto. Facciamo una premessa ovvia: in questo articolo non saranno menzionate fonti, modalità di recupero immagini o cose analoghe.

Quando si parla di pedofilia

Le parole sono importanti, il termine pedofilia è disciplinata dalla legge 38 del 2006 “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” (fonte) e la prima cosa che salta all’occhio è l’impiego del termine PEDOPORNOGRAFIA. Questa specifica nomenclatura ha un significato particolarmente interessante che vedremo più avanti e che, in un certo senso, ci aiuterà a definire meglio la figura del pedofilo. Per il momento quindi diciamo che è più corretto parlare di pedopornografia invece che di pedofilia.

PORNOGRAFIA: s. f. [dal fr. pornographie, der. di pornographe «pornografo»]. – 1. Trattazione o rappresentazione (attraverso scritti, disegni, fotografie, film, spettacoli, ecc.) di soggetti o immagini ritenuti osceni, fatta con lo scopo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore: fare della p.; è un film che contiene solo p.; una campagna moralizzatrice contro la p.; un’opera in bilico tra raffinato erotismo e triviale pornografia. 2. ant. Scritto che riguarda le prostitute o la prostituzione. (FONTE: Treccani)

PEDOPORNOGRAFIA: Pornografia che utilizza bambini e adolescenti come soggetti di riferimento. (FONTE: Treccani)

Ma se il termine corretto è pedopornografia allora cosa si intende per pedofilia?

PEDOFILIA: [der. del gr. παιδοϕιλέω «amare i fanciulli», comp. di παῖς παιδός «fanciullo» e ϕιλέω «amare»]. – Perversione sessuale, caratterizzata da attrazione erotica verso i bambini, indipendentemente dal loro sesso. (FONTE: Treccani)

C’è quindi una sottile differenza perché mentre la pedofilia nasce come perversione e tale può rimanere, la pedopornografia è una rappresentazione, vale a dire l’esecuzione materiale della perversione sottoforma di materiale a carattere osceno. La legge è chiara e non lascia scampo.

Chi è allora il pedofilo?

Questa è una domanda difficile a cui rispondere. Nell’esercizio della mia professione mi è capitato di fare da consulente tecnico ad alcuni avvocati che prendevano la difesa di soggetti accusati di pedopornografia. Nell’accezione comune il pedofilo è un uomo senza alcun rispetto per l’innocenza minorile, con una fame sessuale che lo porta a violare anche il più sacro dei corpi. Questa immagine, per quanto disgustosa, non è del tutto falsa anche se, come capita nella realtà, non è l’unica che capita di conoscere. Personalmente mi sono fatto l’idea che possano esistere tre tipologie di soggetti che, per accezione comune o per disposizione socio-normativa, rientrano sotto il nome di pedofilo. Le disporrò per ciò che considero “gravità”, ovverosia la consapevolezza di ciò che la persona conosce di se stessa. Vi pregherei di astenervi dalle considerazioni morali nella valutazione di questi profili in quanto non competono l’oggetto di questo articolo.

  1. Il non-pedofilo è colui che si è trovato invischiato nello scambio di materiale pornografico nel quale, a sua insaputa, ha trovato anche materiale pedopornografico. In queste situazioni, quando si effettua il colloquio con il soggetto, ci si trova spesso davanti ad una persona realmente distrutta, combattuta tra il riuscire ad affrontare la realtà, la paura di esser punito dalla legge e il senso di “dover” esser punito. Il conflitto nasce da una situazione mancata accettazione della propria fallibilità psicologica in uno specifico momento, quello della carica sessuale. Il soggetto, spesso, è privo di lucidità per avere una visione oggettiva della situazione, ed emerge una ragionevole sensazione di auto-colpevolezza che risulta essere eccessiva rispetto all’azione compiuta. Parliamo di persone che non cercano materiale pedopornografico ma ne entrano in contatto perché qualcuno glielo invia a tradimento.
  2.  Il pedofilo classico è colui che ha una venerazione del corpo minorile. Ne apprezza in modo a volte morboso l’innocenza e la perfezione e lo ritrae in foto che non sono oscene ma prevedono comunque la nudità. Questi soggetti non sono violenti ma contestano la società e le leggi per il mancato accordo nell’accettare la loro sfera sessuale. Molti di loro non concepiscono il corpo minorile come un “campo da sesso” ma come qualcosa da ammirare ed in tal caso forse il termine pedofilo è più corretto in quanto spesso il concetto di “amore” è concepito in modo platonico. Una minima percentuale di queste persone non accetta le proprie fantasie e richiede terapie psichiatriche di sostegno. Normalmente si parla di soggetti che si autodenunciano e che non superano i 40 anni di età.
  3. Il pedofilo sociale è, invece, il profilo di personalità che coincide con l’idea che la società ha del pedofilo, ovverosia di un soggetto senza alcuno scrupolo che, per puro divertimento e pura soddisfazione sessuale, arriva a perpetrare reati di vario tipo pur di soddisfare la propria carica sessuale.

Questa distinzione generica e rozza è, credetemi, molto importante perché mentre le persone appartenenti al secondo profilo non farebbero mai del male fisico ad un minore, quelli del terzo tipo non avrebbero scrupoli a farlo e non solo a livello sessuale ma anche solo prettamente fisico o psicologico.

Che materiale si trova in giro e come devono comportarsi i genitori?

Le domande che mi sento fare più spesso sono:

Ma devo oscurare la faccia di mio figlio?

Posso far cancellare le foto su internet se mi venissero rubate?

Ma i fumetti o le rappresentazioni virtuali non sono punite?

Chiariamo quindi questi 3 concetti chiave e cerchiamo di dare qualche consiglio utile allo scopo di informare e consentire di protegger adeguatamente la privacy dei vostri figli.

Cosa evitare e cosa viene cercato

Le foto che si trovano su internet sono, per lo più, foto di volti e di figure intere in posizioni assolutamente normali. Sono le foto che interessano di più i “pedofili-classici”, quelli che apprezzano la figura minorile fino quasi a venerarla. Nelle foto che questi soggetti prelevano da internet, vi sono foto quotidiane con nessun tipo di riferimento alla sfera sessuale. È quindi buona norma evitare di mettere su internet le foto del proprio figlio mentre fa il bagno nudo, mentre gioca in vasca o cose di questo tipo. Ricordo che anni fa rimasi molto colpito quando un legale mi fece vedere un servizio fotografico di bikini e brasiliane applicate a bambine. La sensazione è stata di repulsione ma anche di “fuori-posto”. Il cliente aveva creato un “concorso di bellezza” e tutti i genitori non avevano avuto problemi a far fotografare le proprie figlie con quegli indumenti. È il buon senso che deve guidare i genitori perché ciò che manca al bambino è la consapevolezza di ciò che sta facendo. Il bambino, in presenza d un clima di fiducia, è capace di far tutto. Si fida. È mandato dei genitori sorvegliare con coscienza sui figli.

Le foto da internet non si possono cancellare facilmente. La Polizia Postale esegue un lavoro pregevole e, al contempo, molto difficile. Non è gradevole, credetemi, vedere immagini di minori violati tutti i santi giorni. La cosa peggiore è quando queste immagini si propagano troppo velocemente uscendo dalla giurisdizione nazionale e, cosa peggiore, quando non si riesce a collaborare con il provider estero che ospita queste immagini. È fondamentale denunciare: DOVETE DENUNCIARE perché altrimenti non riuscirete ad ottenere aiuto prontamente e questo potrebbe essere molto pericoloso. In tal senso vi prego di leggere quanto segue (Fonte: Polizia Postale).

Stavo visitando un sito e occasionalmente mi si è aperta una pagina web dove oltre ad immagini pornografiche ho avuto modo di notare la presenza di minori, cosa devo fare?
Segnalare all’Ufficio territoriale della Polizia Postale presente nella sua città l’indirizzo web del sito in questione. Si raccomanda di non scaricare alcuna foto in quanto la sola detenzione di immagini costituisce reato. E’ utile ricordare che la segnalazione deve contenere i riferimenti temporali, la data e l’orario del rinvenimento, e telematici utili, ovvero indirizzo IP del sito e, nel caso di e-mail a contenuto pedopornografico, l’“header” completo del messaggio. (“Header”, ovvero “l’intestazione”, in un messaggio e-mail o in un articolo di un newsgroup è la sezione che precede il corpo del messaggio ed è il termine usato per indicare le informazioni d’instradamento del messaggio fra i server Internet. Indica il mittente, il luogo di spedizione, l’ora e altre informazioni sul percorso seguito per arrivare al destinatario).

Ho trovato immagini o video pornografici sul computer di mio figlio, come devo comportarmi?
I ragazzi in età pre-adolescenziale e adolescenziale hanno naturalmente una certa curiosità verso il sesso: è normale e naturale. É probabile che effettuino ricerche su questo argomento utilizzando la Rete. É importante sapere però che pedofili e molestatori di bambini inviano materiale pornografico o pedo-pornografico per ridurre le inibizioni dei bambini, per indurli a parlare di sesso e per convincerli della naturalezza dei rapporti sessuali tra adulti e bambini. Per questo è importante cercare di capire come vostro figlio sia entrato in possesso di quel materiale.

Come agisce un pedofilo on-line e quale uso fa della rete?
Il pedofilo on-line è un criminale lucido, profondo conoscitore del mondo dell’infanzia, sa attendere i tempi e vincere le resistenze della sua vittima “virtuale”. La sua determinazione e l’ossessione per il materiale pedopornografico ne fanno spesso un impaziente collezionista, abituato a strumentalizzare l’altro per i suoi scopi. Gli usi che i pedofili on-line fanno della rete sono molteplici: ci sono soggetti che utilizzano la rete per richiedere, ottenere, scambiare e commercializzare foto o filmati che ritraggono rapporti sessuali tra adulti e bambini (pedopornografia on-line). Ci sono altre soggetti che utilizzano la rete per offrire, richiedere o pubblicizzare la possibilità di effettuare incontri sessuali con bambini in Italia e/o in paesi stranieri (turismo sessuale). Altri ancora che utilizzano la rete per avere contatti con bambini, fare discorsi sessuali con loro, spingerli ad un incontro finalizzato a realizzare, prima o dopo, un abuso sessuale (molestie, adescamento on-line).

Come posso impedire che i miei figli vengano adescati da adulti pedofili in rete ?
La cosa più efficace è innanzitutto stabilire una relazione di fiducia e dialogo con i propri figli: questo consente di essere messi al corrente in tempo reale di ciò che avviene, di rispondere immediatamente a tutte le domande che i tuoi figli vorranno farti, di affiancarli nelle nuove esperienze liberi da ogni pericolo. Essere soli nella rete è come essere soli per la strada: si incontra ogni tipo di persona, buona o cattiva.

Come potete notare la Polizia Postale è la prima a chiarire l’importanza di un corretto rapporto fiduciario genitori/figli senza il quale non è possibile intervenire in modo corretto. È l’approccio migliore, che vi invita a non sottrarvi dal ruolo di genitori, mai, nemmeno quando temete la cosa peggiore per vostro figlio. Inoltre spesso sono proprio i genitori ad avere una atteggiamento “leggero” nei confronti del problema ed è di queste ore una notizia pubblicata dal Corriere della Sera Tecnologia (Fonte: Corriere della Sera):

Tutto parte dal caso di un sedicenne che ha chiesto «tutela» contro la madre che postava sul web foto e commenti su di lui. Il giudice ha stabilito che la donna non potrà più farlo pena una sanzione di 10mila euro. Il riferimento giuridico che ha portato alla decisione del giudice è contenuto in particolare nell’articolo 96 della legge sul diritto d’autore che prevede che il ritratto di una persona non possa essere esposto senza il suo consenso, salve eccezioni. Senza contare che i minori godono di una tutela rafforzata data dall’articolo 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo approvata del 1989.

La pedopornografia virtuale è vietata?

Per rispondere a questa domanda farò copia-incolla della legge 38/2006 art.4

Le disposizioni di cui agli articoli 600-ter e 600-quater si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse, ma la pena e’ diminuita di un terzo.Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali“.

Personalmente considero questo articolo un atto più che dovuto considerando che, per evitare l’applicazione della legge, proliferavano fotomontaggi di diversa natura che lasciavano ben poco all’immaginazione e giocavano stupidamente con il comparto normativo. Ora questa norma, e nello specifico questo articolo, non lasciano scampo ad interpretazione errate.

 

Come agisce la Polizia Postale

Anche in questo caso facciamo riferimento al sito ufficiale, ed in particolare modo ad una pagina dedicata agli approfondimenti normativi (Fonte: Polizia Postale). Riguardo alla legge 269/98 e successive modificazioni, si legge:

Nell’ambito del contrasto alla diffusione di immagini pedoponografiche su Internet, l’articolo 14 (comma 1 e 2) della Legge in argomento consente alla Polizia Postale e delle Comunicazioni ( a seguito di precisa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria) :

  • Di procedere ad acquisti simulati ed a scambio di materiale pedopornografico;
  • Di attivare siti web sotto copertura;
  • Di “navigare” nella rete Internet con agenti sotto copertura;
  • Di partecipare, con i propri agenti (infiltrati), ad iniziative di turismo sessuale.

Si tratta di una strategia molto aggressiva basata ad individuare non tanto il singolo, quanto un’eventuale rete di distribuzione di materiale.

 

Conclusioni

È fondamentale una corretta condotta su Internet, ed è altrettanto importante che i genitori lavorino quotidianamente su un rapporto basato sulla comunicazione reciproca con i figli. I ragazzi devono comprendere realmente i rischi che si corrono, esattamente come quando un genitore insegna a non prendere caramelle da uno sconosciuto. Non consiglia di “non uscire”, consiglia di uscire ma di attenersi a delle regole precise.

Ricordate che, qualora voleste effettuare una segnalazione, è fondamentale attenersi alle disposizioni della Polizia Postale. L’invio diretto di materiale pedopornografico, seppur a loro per ragioni di denuncia, farà scattare un procedimento giudiziario contro di voi d’ufficio. Quindi osservatele semplici regole e attenetevi a quelle.

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