Domotica #02: un sistema di allarme differente

Oggi vorrei parlarvi di un’applicazione della domotica un po’ particolare: la creazione di un sistema di allarme differente, basato su una sensoristica a basso costo basata su protocollo Z-WAVE. Questa soluzione, rispetto una normale soluzione di allarme, basa i suoi punti di forza su una serie di fattori chiave….

Un allarme diverso

L’allarme è uno strumento che ci avvisa quando uno stato “normale” viene alterato. Può essere per l’apertura di una porta o, più genericamente, per il cambiamento di stato. Eppure non tutti i cambiamenti di stato sono uguali poichè vi sono delle condizioni che nella realtà sono modificabili per forza. Facciamo un esempio banale: inserisco un allarme tramite sensori installati sulla porta, il ladro può entrare dalla finestra però e, se non installo qualcosa anche lì, ho vanificato completamente il mio sistema antifurto. Come posso creare qualcosa di più “affidabile”, che possa analizzare non una condizione ma un’insieme di elementi ambientali?

La risposta è semplicissima: i sensori Z-WAVE spesso sono apparecchi “multi-sensoriali” dotati di più capacità analitiche.

A circa due metri dalla porta, dotato di batteria, appoggio un sensore di luminosità/rumore. Al momento dell’apertura della porta, poichè il ladro non conosce la mia abitazione, utilizzerà un fascio di luce (una torcia ad esempio) per muoversi negli spazi. La luce si irradia, quindi anche se non colpisce direttamente il sensore, ne altera la condizione normale che, mediamente al buio è di 40 Lux.

Screenshot di sensori
Ecco due sensori differenti per la gestione del rumore e della luminosità.

Tenete presente che in una giornata uggiosa, la condizione di luminosità di una stanza può essere di oltre 400 lux. Voi siete fuori casa e avrete configurato il sistema di sorveglianza per inviarvi notifiche (o far suonare un allarme), non appena vi è un’alterazione dello stato di luminosità. Ora, la domanda è “Come fa il ladro ad evitare un sistema di questo tipo?

Semplicemente non può, soprattutto quando un sensore di questo tipo ha un costo di 60 euro e vi consente di installarne diversi dislocati in qualsiasi punto della stanza, tutti alimentati a batteria e senza alcuna possibilità di essere disattivati da remoto.

Si tratta di un’applicazione più intelligente dislocabile in ogni ambiente, che a seconda del cambio di stato, vi potrà dire anche il percorso compiuto dal malvivente.

Un approccio differente basato su integrazione e modularità

Al centro di questo cambiamento ci sono quindi due caratteristiche:

  1. La possibilità di avere più sistemi di controllo, con caratteristiche differenti, che lavorano in modo integrato.
  2. La possibilità di creare un sistema “modulare” ossia basato su compiti differenti, ciascuno con caratteristiche di attivazione (triggering) differente.

Ecco quindi che il concetto di allarme assume una connotazione più ampia e più sistemica e non si limita più a svolgere un’azione singola: esso diviene un elemento integrato all’ecosistema nel quale è immerso, che ne sfrutta potenzialità e riesce così a generare forti vantaggi in chi lo adotta. Non ultimo proprio l’aspetto economico, molto più basso rispetto i sistemi tradizionali o le altre tecnologie.

Per il momento ci fermiamo qui e prossimamente vedremo di affrontare le soluzioni software open-source in grado di controllare centralmente tutti questi sensori.

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