Anonymous in difesa dell’Amazzonia

Anonymous in difesa dell’Amazzonia

Nella giornata di oggi, sull’account Twitter di Anonymous Italia, è stato diffuso un tweet dedicato ad un databreach della polizia brasiliana dello stato di Amapa e legato alla condizione della foresta amazzonica. Facciamo chiarezza.

La foresta amazzonica è stata vittima, come si è sentito e letto per tutta l’estate, di una serie di incendi che hanno finito per distruggere buona parte del territorio causati, tra le varie cause, da un disboscamento massivo dovuto allo sviluppo commerciale. Quest’azione, che viene ritenuta da molti, dolosa a scopo di lucro, ha procurato l’allarme di tutti i paesi mondiali al punto da divenire oggetto di discussione durante il G7 del 2019. In un post odierno Anonymous Italia pubblica sul proprio sito una rivendicazione per un data breach ai danni della polizia brasiliana.

Il messaggio riportato all’interno del comunicato è completamente in inglese e dice:

Greetings,
We are forest.
We are nature.
We are earth.
We heard fasc*st Bolsonaro and his Brazilian elite make a vow to destroy the Amazon and start a massacre in the depth of the rainforest. We know he is only another puppet been ordered by his bosses, the capitalists and the international corporations. Capitalists have been attacking to destroy our earth for profit and hegomania with egomaniacs, racists and fascists such as Bolsonaro. These attacks are a new phase and a strongest approach of capitalist systems. These attacks are being done in different regions of the world. We see this chaos in South America, Africa and Asia, where profits have surpassed any morality. All of course pushed by the rich nations of Europe, the USA, Russia and China. They imprison, oppress, torture, kill people, having a different form of life and who dont obey them, by different forms of puppets. Anarchist, Communists, Anti-fascists, Anti-capitalists, Indigenous people, Mapuche people, Chiapas folks, ZADists, Hambach Forest people, Kurdistan folks, Native Americans etc are a few in this category. People, we count in this category, are fighting governments, police, military, profiteers, fascists, capitalists, racists, corporations -example: mining companies- and oppressers to defend lands, forests, earth, rights, freedom and form of life etc.Progress is good for humanity, but if you want to expand your farms and feed your livestock, destroy your buildings and stop overpopulation. If you destroy nature, we all will not stay alive. The Amazon is not the only forest in danger (green lung?) but is become the symbol of the struggle between the capitalist system and a new way of seeing the planet resources not like “commodities” to buy and sell for profit.
This call is one step in that direction.
Time to act in offensive solidarity with them.
Time to participate in this struggle.
Time to fight against this archaic system.
Time to destroy the system.

Seguono link contenenti in forma testuale i dump dei database contenenti informazioni anagrafiche e molto altro, nonché una raccolta di quella che sembra essere uno schedario di agenti di polizia e che, per privacy, pubblico opportunamente censurato.

Nonostante l’avviso sia stato pubblicato in data odierna, la registrazione dei dump sul sito ospitante oscilla a seconda del file e la data è apposta dal portale JustPaste.

File – 3p806 – 15 ore dalla data odierna
File – 24zgy – 3 giorni dalla data odierna
File – 5tx88 – 3 giorni dalla data odierna
File – 3wvrl – 2 giorni dalla data odierna
File – 6o8bu – 2 giorni dalla data odierna
File – 31d93 – 7 giorni dalla data odierna
File – 3cngz – 7 giorni dalla data odierna

Quindi, almeno in apparenza e stando alle date apposte dal portale JustPaste il flusso dati è stato:

  1. File 3p806
  2. File 3wvrl
  3. File 6o8bu
  4. File 24zgy
  5. File 5tx88
  6. File 31d93
  7. File 3cngz

Le “marche temporali” appaiono in fondo alle pagine di JustPaste come riportato dall’immagine sottostante.

Ecco come appare la marca temporale che segna la creazione del file da parte del sito JustPaste

L’indignazione di Anonymous rientra in un quadro socio-politico più esteso collegato al comportamento del Presidente Bolsonaro in relazione agli accadimenti della foresta. In un articolo su La Stampa, che riporto per completezza, si può avere un esempio di quanto accaduto:

Una settantina di incendi almeno sono stati appiccati in riserve indigene, territori estesi e difficilmente controllabili senza la presenza degli agenti federali dell’Ibama, l’organismo che funge da polizia ambientale, che si è visto tagliare del 90% i fondi a disposizione dall’inizio dell’anno. Senza gli elicotteri a sorvolare le riserve e senza un appoggio della polizia federale la lotta agli “agenti disboscatori” (allevatori, agricoltori, industria del legno e miniere clandestine) è praticamente impossibile; sui social circolano le testimonianze di leader indigeni che mostrano la devastazione nelle loro terre. Per il presidente Bolsonaro, invece, si tratta di un’operazione orchestrate dalle ong ambientaliste per protestare contro il taglio dei fondi decisi dal suo governo. «Mi preoccupano gli incendi, chiaro, ma non possiamo essere stupidi. Abbiamo tagliato del 40% i fondi per queste organizzazioni e adesso arriva il fuoco a distruggere l’Amazzonia. Le due cose sono collegate; vogliono attirare l’attenzione per creare una campagna internazionale contro di noi». Affermazioni pesanti pronunciate, come spesso accade, sempre mostrare uno straccio di prova.

Fonte: La Stampa “L’Amazzonia brucia, a rischio la più grande foresta tropicale del pianeta” – 22 agosto 2019 – Link

Si parla di indignazione perchè vi sono delle leggere differenze nel modus operandi di Anonymous in questo attacco. Potremmo riassumerle come segue:

  1. Il Tweet è breve, sintetico e senza dubbio trasmette indignazione. Lo stile è paritetico a quelli dell’ILVA ma ancora più breve. Non contiene alcuna spiegazione nel testo del messaggio ma un’intimidazione.
  2. Il comunicato ufficiale non è in doppia lingua, cosa particolarmente rara. È indice che il messaggio è direttamente rivolto dal gruppo verso Bolsonaro e gli organi politici.

Entrambi questi punti potrebbero avere molte spiegazioni logiche ma senza dubbio la scelta di non tradurre il testo taglia una fetta di lettori che potrebbero non avere interesse a leggere in lingua inglese. Sembra davvero un messaggio diretto dal gruppo al Governo brasiliano.

La polizia brasiliana e il data breach

Ad essere colpita sembra sia stata la polizia militare dello stato di Amapa, è un’evidenza invece che i dati pubblicati dal gruppo che sono estremamente delicati considerando che riguardano gli operatori di polizia e contengono informazioni persino sulle condizioni mediche di ogni poliziotto con tanto di riferimento del medico. Questo fa riflettere molto circa il livello di sicurezza delle informazioni ed è oggettivamente un data breach particolarmente gravoso da gestire.

La parte di prescrizione medica ai poliziotti brasiliani

Le schede catturate sono davvero tante e sono state inserite e caricate sul portale PostImage (postimg.cc). Vi riporto il mosaico come si presenta dal link di Anonymous ma senza rendere leggibili i dati.

Molti dei poliziotti riportati nelle schede sono stati dispensati dal servizio per periodi di tempo variabili, ma non vi è un’oggettiva correlazione tra questi stati e la provenienza di questi dati. Ciò che è certo è la delicatezza dei dati, soprattutto se rapportata al contesto storico-geografico e politico che sta attraversando il Brasile in questo momento.