GDPR e Multe: lo stato dell’arte

Quali sono le multe che dal 2019 sono state erogate? Chi sono i soggetti colpiti dalle sanzioni e per quali tipi di violazioni? Vediamo assieme lo stato dell’arte con grafici, tabelle e molte informazioni utili.

C’era chi sospettava che le sanzioni non sarebbero mai arrivate e chi, convinto del contrario, sostiene che non siano abbastanza per sanzionare i soggetti che quotidianamente compiono silenti violazioni al GDPR. È un’evidenza che alcune sanzioni sono state “staccate” verso soggetti di varia natura e, come vedremo, alcune di queste multe sono tutt’altro che leggere. Ecco quindi l’elenco ordinato per data (ma ordinabile anche per importo).

La fonte di questi dati proviene dal sito GDPR Enforcement Tracker che, tra le altre cose, riporta anche le motivazioni della violazione così come espresse dal Garante. Come è facile intuire la multa più elevata l’ha ricevuta TIM per un importo pari a € 27.800.000,00 per aver violato i seguenti articoli: Art. 5 GDPR, Art. 6 GDPR, Art. 17 GDPR, Art. 21 GDPR, Art. 32 GDPR.

Pertanto si ritiene che – in base al complesso degli elementi sopra indicati, a fronte della sanzione edittale massima (556.058.923,00 euro, pari al 4% del fatturato di TIM, ossia 13.901.473.076 euro, e non del più elevato fatturato del gruppo Telecom) – debba applicarsi alla medesima Società la sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari allo 0,2% del suindicato fatturato corrispondente a euro 27.802.946,00 ventisettemilioniottocentoduemilanovecentoquarantasei).

Fonte: Garante Privacy

Il testo originale del provvedimento contro TIM è reperibile sul sito del Garante cliccando qui. L’attività del Garante è quindi iniziata di gran carriera in questo 2020 che, in soli sette mesi, ha già portato un totale di oltre 45.600.000 euro. Una cifra consistente che, nell’arco della fine dell’anno, potrebbe quasi raddoppiarsi se la situazione degli altri operatori telefonici o delle altre grandi aziende fossero paritetiche a quelle dei sanzionati. Una cifra del tutto ragguardevole che apre uno scenario di grande riflessione per l’Italia, ben lontana dal comprendere cosa sia davvero la privacy e la tutela del dato personale.

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