RevengePorn: collaborazione tra Facebook e Garante della Privacy

Il Garante della Privacy ha avviato una collaborazione con Facebook per istituire un canale di emergenza per denunciare (in modo sicuro e confidenziale) l’esistenza del fenomeno sulla piattaforma social e farle bloccare.

Avevamo parlato ampiamente del revengeporn, il fenomeno con il quale vengono distribuite illecitamente immagini intime dei partner o ex partner. Trovate un articolo qui:

Revenge Porn e Pedo Pornografia: i collettivi hacker si mobilitano

Ora a muoversi è direttamente il Garante della Privacy che, con Facebook, istituiscono un canale sicuro nel quale fare la segnalazione quando le immagini sarebbero illecitamente distribuite sulla piattaforma di Zuckerberg. Dal comunicato si legge:

Contro il revenge porn, una delle forme più odiose di violenza sulle donne e più, in generale, contro la pornografia non consensuale, il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di mettere a disposizione sul proprio sito un canale di emergenza. Le persone che temono che le loro foto o i loro video intimi possano essere diffusi senza il loro consenso su Facebook o Instagram, potranno segnalare questo rischio e ottenere che le immagini vengano bloccate.

Fonte: Il portale del Garante della Privacy (link)

Ovviamente anche Instagram è coinvolto nel progetto, essendo un prodotto “della famiglia Facebook”; c’è da dire che tale progetto rientra in un più ampio programma pilota che Facebook ha messo in campo e dal nome “Non senza il mio consenso” che vede la partecipazione di numerose associazioni internazionali. Come riporta lo stesso Garante:

Il canale di segnalazione preventiva è quello attivato lo scorso anno in Italia, come programma pilota, da Facebook e che è stato accessibile fino ad ora nel nostro Paese solo attraverso una associazione no profit.

Per l’Italia è presente, lo ricordiamo, l’associazione “Permesso Negato”, creata da Matteo Flora. Per maggiori informazioni sull’iniziativa di Facebook è possibile consultare questo portale. È altresì significativo che la comunicazione venga fatta il giorno 8 marzo, ossia durante la festa della donna. Non a caso nel testo del Garante la data è stata messa in grassetto proprio a denotarne l’importanza.

Come funziona la piattaforma di segnalazione?

La pagina disposta su internet è stata predisposta dal Garante e protegge i dati in modo adeguato come si legge dal testo riportato dallo stesso Garante:

Nella pagina predisposta dal Garante, le potenziali vittime di pornografia non consensuale troveranno un modulo da compilare per fornire all’Autorità le informazioni utili a valutare il caso e a indicare all’interessato il link per caricare direttamente le immagini sul programma. Una volta caricate, le immagini verranno cifrate da Facebook tramite un codice “hash”, in modo da diventare irriconoscibili prima di essere distrutte e, attraverso una tecnologia di comparazione, bloccate da possibili tentativi di una loro pubblicazione sulle due piattaforme.

Il modulo a cui si fa riferimento è reperibile cliccando qui e richiede all’interessato di inserire ovviamente i propri dati e un resoconto dell’accaduto. Ovviamente sarà necessario caricare anche i file multimediali associati che, ovviamente, saranno opportunamente protetti. Nella sezione per le “Informazioni sul Trattamento dei Dati Personali” si legge:

Il Garante per la protezione dei dati personali (con sede in Piazza Venezia n. 11, IT-00187, Roma; Email: protocollo@gpdp.it; PEC: protocollo@pec.gpdp.it; Centralino: +39 06696771), in qualità di titolare del trattamento, tratterà i dati personali conferiti con il presente modulo con modalità prevalentemente informatiche e telematiche, per le finalità previste dal Regolamento (Ue) 2016/679 e dal Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e s.m.i.), in particolare per lo svolgimento dei compiti istituzionali nell’ambito del contrasto del fenomeno del revenge porn.
Il conferimento dei dati è obbligatorio e la loro mancata indicazione non consente di effettuare l’esame della segnalazione. I dati acquisiti nell’ambito della procedura di esame della segnalazione saranno conservati in conformità alle norme sulla conservazione della documentazione amministrativa.
I dati saranno trattati esclusivamente dal personale e da collaboratori dell’Autorità o delle imprese espressamente nominate come responsabili del trattamento. I dati saranno comunicati a Facebook esclusivamente al fine di consentire al segnalante di ricevere il link presso il quale caricare il contenuto del quale si vuole impedire la diffusione (che non dovrà essere inviato al Garante).
Gli interessati hanno il diritto di ottenere dal Garante, nei casi previsti, l’accesso ai propri dati personali e la rettifica o la cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento che li riguarda o di opporsi al trattamento (art. 15 e ss. del Regolamento). L’apposita istanza all’Autorità è presentata contattando il Responsabile della protezione dei dati presso il Garante (Garante per la protezione dei personali – Responsabile della Protezione dei dati personali, Piazza Venezia, 11, 00187, Roma, email: rpd@gpdp.it).

Infine si pubblica la locandina di supporto conoscitivo al fenomeno, pubblicata dallo stesso Garante.

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