I Giuristi del Futuro

Negli ultimi due anni abbiamo assistito ad un aumento vertiginoso degli attacchi hacker, all’introduzione di nuovi servizi ICT dedicati al contrasto della pandemia e a tantissime novità afferenti il mondo tecnologico. Dibattiti si sono aperti sulle piattaforme social con il frequente risultato di vedere lo scontro tra due schieramenti opposti: giuristi da una parte e tecnici dall’altra. Abbiamo detto tante volte che questa non è la strada giusta…

Premetto che io non sono un giurista ma la gran parte della mia attività professionale è svolta accanto a queste figure. Una parte riguarda le attività di formazione e ho notato che i giovani giuristi hanno capito da tempo l’importanza dell’informatica giuridica: disciplina fondamentale in un mondo sempre più interconnesso ma che, al contempo, richiede regole moderne che siano in grado di proteggere e tutelare i diritti di cittadini ed imprese.

L’Informatica Giuridica

L’informatica giuridica è una disciplina che analizza l’attuazione della giurisprudenza in relazione all’informatica e ha una storia piuttosto antica che, di consuetudine, inizia all’incirca nel 1700 con Leibniz. Si riteneva, correttamente, che alla base della giurisprudenza vi fossero casistiche calcolabili o, per meglio dire, misurabili. In Italia l’informatica giuridica ebbe uno dei massimi esperti nella persona di Vittorio Frosini. Personalmente mi ritengo fortunato perchè ebbi la possibilità di conoscerlo seppur per il breve periodo di una cena, insieme alla sua splendida moglie Silvia (donna di notevole intelligenza).

Vittorio Frosini

Oggi l’informatica giuridica è rappresentata dall’ANDIG (Associazione Nazionale Docenti di Informatica Giuridica) che ha “come scopo quello di promuovere e svolgere tutte quelle azioni di tipo istituzionale, legislativo, culturale, scientifico e tecnico per la introduzione e lo sviluppo dell’informatica giuridica e del diritto dell’informatica nell’insegnamento, nella ricerca e nella formazione, considerando, in particolare, il contesto della società dell’informazione e della conoscenza e le applicazioni delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.

Frosini e la Giuritecnica

Frosini aveva coniato un termine stupendo: GIURITECNICA, ricavato dalla fusione di ius (leggi) e tecnica (il “saper fare”). Egli intuì l’importanza nascente dell’informatica stringendola al diritto, come elemento necessario a coordinare il sociale. Si comprende il bisogno indiscutibile di ordinare la società tecnologica mediante un complesso di norme che siano, al tempo stesso, in grado di supportare quella stessa tecnologia. Ma la forza di questo termine, GIURITECNICA, risiede nella fusione di due mondi: uno umanistico rappresentato dalla giurisprudenza e uno scientifico rappresentato dalla tecnica. Frosini credeva fermamente che l’ambito tecnico e quello umanistico non dovessero operare su fronti distinti, anzi, dovessero permearsi al fine di offrire una visione completa. Il 6 febbraio 1975, Vittorio Frosini tenne un’audizione in Senato (trovate il documento in calce al presente articolo). Ci fu un passaggio importante di quell’audizione che riporto integralmente:

Se me lo consentite, devo dire che i colleghi del Comitato tecnologico affermano che la presenza di un umanista fra di loro serve moltissimo a « dialettizzare » i problemi stessi e a vederli sotto un profilo diverso, più schiettamente di interesse sociale invece che tecnico. Perciò, una distinzione assoluta fra cultura scientifica e cultura umanistica non mi sembra possibile, in base alla mia esperienza. Anche mei campo delle ricerche di carattere antropologico, psicologico e archeologico è necessaria una quantità infinita di apparecchiature per cui uno scambio continuato di esperienze tra umanisti e tecnici è effettivamente molto utile.

Oggi, nel 2021, c’è ancora molta fatica ad accettare questa visione e preferisce intendere in schieramenti differenti i giuristi e i tecnici. Eppure, dal 1975 ad oggi, di cambiamenti se ne sono visti e Frosini aveva obiettivamente ragione: non si può scindere la cultura umanistica da quella scientifica, sarebbe interessante sapere la sua opinione in merito all’attuale “divisione” che si percepisce e si vive in molte occasioni tra questi due schieramenti.

Il connubio tra tecnici e giuristi

C’è un ulteriore passaggio che Frosini disse in quell’audizione al Senato e che riporto perchè ritengo che sia fondamentale:

Avverto che, a mio modesto giudizio di studioso, avendo io già diversi anni fa pubblicato il primo libro di questo genere di indagini, a mio modesto giudizio, ripeto, noi andiamo verso una sempre maggiore compenetrazione tra il mondo della ricerca umanistica e il mando della ricerca tecnologica e, in avvenire, i giuristi avranno sempre più bisogno dei calcolatori elettronici, di cui già si servono.

Oggi, dopo 46 anni da quell’audizione, la condizione informatica della giurisprudenza italiana è in uno stato incontentabile. Un processo civile telematico che decolla poco e male e che dovrebbe fare da “ariete” al processo penale telematico. Il tutto condito da un organico non sempre idoneo a trattare nemmeno gli argomenti basilari dell’informatica.

Negli anni mi sto rendendo conto della lungimiranza dell’informatica giuridica: è la soluzione a due realtà che dovrebbero convivere fuse assieme, e non poste su piani differenti. Nonostante la mia professionalità appartenga più alla sfera tecnica, il mio operato sarebbe mancante dell’indispensabile supporto giuridico. È qualcosa di cui bisogna prendere atto anche alla luce dell’attuale andamento normativo.

Cibernetica e Giurisprudenza

Una curiosità, Frosini cita il matematico Norbert Wiener in “Introduzione alla cibernetica”

“i problemi giuridici sono per loro natura problemi di comunicazione e di cibernetica, e cioè sono problemi relativi al regolato e ripetibile governo di certe situazioni critiche”

Norbert Wiener

La frase di Wiener è interessante perchè ci obbliga a fare attenzione al concetto di cibernetica tanto quanto a quello di giurisprudenza.

  • La cibernetica studia i processi di comunicazione e controllo nell’animale e nella macchina, partendo dalle ipotesi che vi sia una sostanziale analogia tra i ‘meccanismi di regolazione’ delle macchine e quelli degli esseri viventi e che alla base di questi meccanismi vi siano processi comunicazione.
  • La giurisprudenza è per sua natura la regolazione e si occupa, infatti, di regolare le interazioni tra gli esseri viventi (e anche tra esseri viventi e macchine).

Ancora una volta viene mostrato un punto di contatto molto forte tra ambito scientifico e quello umanistico, un collegamento che si potrebbe definire indissolubile e di reciproca pertinenza.

Conclusioni

Le riflessioni di Vittorio Frosini risalgono agli anni 70, quelle di Wiener al 1947 (ne fa riferimento anche la Treccani per la definizione di cibernetica). Oggi l’Italia ripete questi concetti dopo oltre 70 anni mostrandone due aspetti fondamentali: il primo è che queste idee erano (e sono) effettivamente giuste e potenti. La seconda è che l’Italia procede con una lentezza e mostra un’arretratezza culturale in materia di diritto dell’informatica e di cibernetica che non fa piacere constatare.

In un mercato sempre più complesso, ma anche sempre più confuso, non è possibile non domandarsi come sarà l’Italia tecnologica tra dieci anni temendo, con una certa paura, che sia cambiato davvero poco. Alla 7ª conferenza organizzativa degli archivi delle università e degli enti di ricerca (13 dicembre 2017), Giovanni Manca presentò “Il nuovo CAD: opportunità e problematiche aperte”, durante quell’intervento apparve una diapositiva quantomai attuale

Si ripetono sempre le stesse cose da quasi vent’anni. Ma la Governance è precaria e poco incisiva

La speranza è che le nuove generazioni, più consapevoli e formate rispetto quelle attuali, riescano a sollevare una situazione stagnante che da tempo è un freno per lo sviluppo del Paese. In tal senso l’informatica giuridica gioca un ruolo fondamentale per lo sviluppo del Paese, può consentire quel balzo normativo che tutti vorremmo, che ci aspettiamo e di cui tutti abbiamo bisogno.

Riferimenti utili

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