Hacker Cinesi attaccano la portaerei Regan

Vi avevo avvertito in questo articolo della pericolosità degli hacker cinesi. Ebbene è di poche ore fa la notizia che la portaerei Regan sarebbe stata attaccata da hacker cinesi.

Gli hacker cinesi hanno cercato di rubare i segreti operativi della portaerei Usa Ronald Reagan. L’attacco è stato condotto l’11 luglio, alla vigilia della decisione della Corte dell’Aia che ha condannato l’espansionismo di Pechino nel Mar cinese meridionale. La Ronald Reagan in quei giorni era di pattuglia nell’area contesa. Gli hacker hanno usato una serie di email con malware indirizzate a personale governativo che si trovava in visita a bordo della portaerei. Un’azione di «phishing» con un documento infetto mascherato da messaggio ufficiale americano.

Così si legge sul sito del Corriere della Sera (link all’articolo) benché l’attacco sia stato condotto l’11 luglio e quindi vi sono oltre tre mesi di ritardo dalla notizia. Ancora una volta, come più volte è stato dentro dentro questo sito, vi è un problema di sicurezza tecnica ma, soprattutto, un problema di formazione e di precauzioni.

Le azioni di phishing a bordo di un mezzo militare sono molto limitate. I sistemi principali della nave, oltre ad essere cifrati, non hanno la possibilità di interagire tramite i comuni protocolli di comunicazione (ad esempio Internet). Al contrario i sistemi che potremmo definire secondari (ad esempio i computer di bordo) possono essere facilmente colpiti con attacchi che mirano ad introdursi lecitamente nel sistema. Sarebbe infatti sciocco attaccare direttamente i protocolli di comunicazione, che, oltre ad essere cifrati, subiscono diverse tipologie di controllo. Ha molta più probabilità l’attacco lanciato in grado di sfruttare l’ingenuità dell’operatore.

Per gli Stati Uniti sembrano decisamente mesi difficili.

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