LulzSecITA: il comunicato

Ci avevano avvertito, avevano lasciato tweet e messaggi chiari. LulzSecITA aveva rilasciato interviste, pubblicato notizie post-attacchi e avevano dichiarato quanto sarebbe successo con netto anticipo. Ebbene ci siamo: l’attacco è stato sferrato e questo è il loro comunicato.

Premessa

Scegliere di pubblicare questa notizia, significa garantire a LulzSecITA visibilità. Alcuni di voi mi hanno domandato se sia etico, per me non si tratta di etica ma di informazione: riportare un punto di vista diverso fa parte della capacità di fare informazione. 

Il comunicato

In perfetto stile classico, Anonymous ha rilasciato un video nel quale, più di tutti, spicca la frase.

A partire dal 29 ottobre saranno rilasciati i dati dei siti violati: uno ogni sera.

È un video che fa riferimento ad istituzioni corrotte, che non hanno a cuore il bene della popolazione ma, nel messaggio, spicca anche una forte responsabilità del popolo stesso che per primo ha eletto questi individui. Per Anonymous, dunque, il problema non è solo il “marcio politico” ma la “popolazione paurosa” che poco è attenta a coloro che ha messo sulle poltrone.

Cosa è successo

Il 14 settembre LulzSecITA ha pubblicato un tweet

Il tweet fa riferimento all’imminente attacco hacker da parte di LulzSecITA e Anonymous di cui abbiamo parlato ampiamente in questo post. Noi eravamo andati più a fondo, avevamo chiesto ed ottenuto un’intervista con LulzSecITA, il cui scopo era quello di capire bene ciò che si cela dietro queste azioni. 

Gli attacchi

Negli ultimi mesi LulzSecITA ha portato a termine attacchi verso numerosi bersagli, dimostrando la totale incuria nella gestione delle banche dati contenenti i dati personali di migliaia di utenti. Tra queste tabelle spiccano anche credenziali di personale appartenente a diversi ministeri, abbiamo esaminato anche questo fenomeno in questo articolo.

LulzSecITA si mostrato coinvolto in tantissime iniziative a sfondo sociale, motivo per il quale avevo pubblicato un articolo dedicato a questo fenomeno.

Il rapporto tra hacker e società mi ha spinto ad analizzare il loro comportamento come “fenomeno sociale” in questo articolo.

Nelle prossime ore seguiremo gli attacchi pubblicati da Anonymous con particolare attenzione.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: