Perché è necessario cambiare il fascicolo sanitario elettronico

Il 29 aprile la Società per la Salute Digitale e la Telemedicina (SIT) ha fatto una videoconferenza denominata “Cambiare subito il Fascicolo Sanitario Elettronico: una priorità”. Vediamo di cosa si è parlato.

Premessa

In questo blog abbiamo avuto modo di parlare lungamente del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), trovate un articolo cliccando qui e un altro legato al post-COVID cliccando qui. Il FSE è uno degli argomenti su cui c’è più attenzione perchè non solo sta avendo sempre maggior importanza, ma nei prossimi anni potrebbe svolgere un fondamentale supporto per la sanità europea oltre che italiana. In questo contesto di grande rivoluzione, la videoconferenza della SIT è stata più che appropriata.

Il convegno

Prof. Ricci – L’autonomia regionale ha creato problemi

Il Prof. Ricci ha sollevato essenzialmente due problematiche principali:

  1. Il FSE viene usato poco per uso clinico e molto per uso amministrativo, il che limita fortemente le sue potenzialità.
  2. L’autonomia regionale ha peggiorato lo strumento, realizzando varianti uniche “21 regioni, 21 fascicoli differenti“, con funzionalità differenti che andrebbero integrate all’interno di un unico fascicolo sanitario elettronico.

Come non essere d’accordo con entrambe le considerazioni del Prof. Ricci, considerando che i famosi 44 milioni di FSE non rappresentano la realtà d’uso ma solo le istanze informatiche aperte di cui il cittadino spesso non è nemmeno consapevole.

La Dott.ssa Magnani racconta anche un episodio di grave disservizio ai danni di un paziente COVID che non ha visto comparire le reali informazioni sul suo stato di contagio nei due fascicoli elettronici che lo riguardavano. Due fascicoli perchè uno era di “residenza” e uno era della regione in cui era stato clinicamente trattato.

Avv. Lisi – Frammentazione regionale e metadatazione

L’Avv. Lisi ha opportunamente fatto notare che il problema della frammentazione regionale e della non corretta metadatazione ha impedito il dialogo tra documenti informatici e FSE.

Prof. Sottile – Necessità avere un’informazione unica

È importante avere una valutazione realmente centralizzata sullo stato del paziente, oggi non ci si avvicina a quella interoperabilità di cui ci sarebbe bisogno e che servirebbero alla sanità pubblica per operare adeguatamente.

Prof. Gabrielli – Telemedicina

Il Prof. Gabrielli è il direttore del Centro Nazionale di Telemedicina. La telemedicina è da intendersi come opportunità inedita di gestire e supportare i pazienti. A fronte di questa grande possibilità, è necessario però anteporre una grande responsabilità nella gestione delle informazioni per arrivare a fare un’innovazione che si basi su servizi reali da offrire al cittadino e non dei virtuosismi che non siano realmente di supporto. Il prof. Gabrielli effettua anche una digressione sulle carenze infrastrutturali di alcuni territori: manca comunicazione a banda larga e ultra-larga.

Conclusioni

A distanza di anni rimane il problema della frammentazione regionale, un problema che sarà difficile da scardinare senza una posizione ferma da parte dello Stato. L’autonomia regionale, che dovrebbe favorire l’amministrazione snellendo la burocrazia, sta divenendo uno degli elementi di maggior blocco allo sviluppo di interoperabilità.

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