La Francia vuole chiudere il deep web.

Non credo ci sia titolo più appropriato se non questo. La Francia, di fatto, ha proposto che l’accesso alla rete TOR venga inibito. Ovviamente, per chi lavora nel settore, ci si aspettava questa reazione che, però, è semplicemente ridicola. Vediamo perché…

Prima di tutto bisogna capire che cosa sia la rete TOR. Si tratta di una rete alternativa ad Internet, sostenuta e creata da volontari. Gli indirizzi di siti e posta elettronica, non sono quelli canonici che scriviamo ogni giorno ma sono, in realtà, una sequenza di codici alfanumerici che non ha alcun tipo di significato per chi li digita. Ciò detto la rete TOR, proprio per questa natura criptica, e per tutta una serie di parametri di sicurezza, risulta essere anche (ma non solo) covo di criminali, terroristi è tutto il resto.

La rete TOR, per chi l’ha usata, è in realtà una grande opportunità che giganti come il New York Times e Amazon, vorrebbero sfruttare. Poiché le connessioni sono cifrate e sono punto-punto[note]Ci si connette direttamente dal proprio computer a quello dell’altro utente, senza passare per tutti quei sistemi che, su Internet, tracciano la comunicazione.[/note], questo tipo di rete non è tracciabile e questo, ovviamente, risulta essere un problema di sicurezza.

La risposta di chiudere TOR è semplicemente un’idiozia nata da menti piuttosto ottuse e, probabilmente, anche antiquate. Il motivo? Proprio per la sua natura da “covo” per i cattivi, gli analisti informatici osservano ed usano TOR per scongiurare potenziali attentati. TOR è un luogo dove gli inquirenti devono infiltrarsi, non basta chiedere il tracciamento del traffico come avviene su internet. Questo, chiaramente, rende tutto più difficile ma anche più sicuro perché dentro TOR i criminali si sentono leggermente più al sicuro.

Le autorità sono chiaramente spaventate da TOR che, ancora oggi, risulta sconosciuto e non gestibile ma chiudere la comunicazione con questo tipo di rete, significa bloccare un lavoro di intelligence assolutamente fondamentale. A maggior ragione se questa rete fosse chiusa solo ai cittadini i e non ai comparti inquirenti e vediamo perché.

All’interno di TOR esistono servizi di posta elettronica, servizi bancari, servizi di hosting, esattamente come su Internet. Questi servizi, tuttavia, non sono retti da grandi aziende o multinazionali. Questi servizi sono retti da persone comuni e di ogni età. È possibile che i servizi bancari, con valuta in bitcoin, siano gestiti da un quattordicenne americano, mentre il servizio di posta elettronica cifrata, da un trentenne spagnolo. Ma l’osservazione di questi “nodi” genera una. O oscena importantissima e, in alcuni rari casi, spinge gli stessi gestori a denunciare o bloccare attività illecite. In sostanza essere dentro TOR significa essere presenti all’interno di una stanza in cui si ascoltano “brutti discorsi”, però si ascoltano. A quel punto si può scegliere di approfondire ed intervenire, o di non fare niente.  Però chiudere TOR non risolverà il problema. Renderà semplicemente più difficile ottenere e carpire quelle informazioni, e renderà più complicato agli inquirenti, indagare sulla rete.

Forse un analista di geopolitica, vedrebbe delle similitudini tra la scelta francese su TOR e quella compiuta, qualche anno fa, riguardo la chiusura delle frontiere per gli immigrati. Un gesto grave che poteva tradursi in “noi ce ne infischiamo delle leggi europee e chiudiamo le frontiere. Facciamo come ci pare per garantire quella che riteniamo essere la soluzione migliore.”

In un certo senso, questo atteggiamento di chiusura dimostra quanto alcune frange della Francia siano particolarmente retrograde. Si è ancora convinti che per risolvere il problema basti chiudere la porta di casa. Peccato che stiamo parlando di una porta attorno alla quale non vi sono pareti. Siamo nell’epoca della globalizzazione: non serve essere in Francia per poter leggere quanto viene scritto su TOR.

Resta da vedere quanto questa idea sarà accolta dai cugini francesi ma resta ben inteso che TOR dovrebbe essere più una risorsa che una minaccia, nonostante ad oggi la sua crescita risulti incontrollata.

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Note

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