Data breach: Policlinico Triestino S.p.A.

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Il 31 agosto la società Policlinico Triestino S.p.A., che comprende diverse strutture sanitarie, ha subito un data breach da parte del gruppo INCRansom. Data la pericolosità dell’accaduto, la tipologia di soggetto colpito e la natura dei dati trattati, il caso è finito in un fascicolo del sostituto procuratore Cristina Bacer; fin qui, nulla di nuovo rispetto a molti altri data breach a cui siamo abituati.

Cosa è stato esfiltrato

La pagina del riscatto chiesto alla Policlinico Triestino S.p.A. da INC Ransom

Apparentemente l’attacco cyber non dovrebbe aver compromesso i dati dei pazienti, l’azienda ha infatti rilasciato una dichiarazione nella quale affermava che “i dati dei pazienti sono al sicuro e non risultano compromessi” (Fonte: Il Nuovo Terraglio) ma la verità potrebbe essere leggermente diversa e peggiore.

Il pericolo di esposizione dei dati sanitari

Al momento della data di rilascio dei dati trafugati, gli hacker potrebbero aver pubblicato informazioni sanitarie di pazienti provenienti da strutture come quella di Pineta City e, se così fosse, ci sarebbe stata un’esfiltrazione anche di informazioni diagnostiche molto delicate, spesso legate anche a strumenti di rilevazioni e non solo ad attività di referetazione. Gli hacker, infatti, sembrano essere entranti in possesso anche di una cartella denominata “DicomData” che potrebbe contenere proprio tali informazioni sanitarie.

Gli hacker potrebbero essere in possesso di oltre 1.000 file di diagnostica per immagine dei pazienti della struttura ssanitaria

Dicom, infatti, è lo standard universale della diagnostica per immagini che permette di visualizzare, archiviare, stampare e scambiare dati biomedici tra diversi dispositivi e software medicali. In effetti la pubblicazione in quella cartella potrebbe interessare oltre 1.120 pazienti coinvolti nella violazione di sicurezza; è bene ricordare che il dato sanitario è un dato personale di categoria particolare proprio per la sua importanza. INCRansom ha richiesto un riscatto di 81.7 milioni di dollari per evitare la pubblicazione dei dati, che l’Azienda ovviamente non ha pagato. Il 10 settembre 2026, la società Policlinico Triestino S.p.A. ha rilasciato un comunicato ufficiale sul proprio sito istituzionale in cui si legge:

Le verifiche e le attività di analisi sull’intrusione informatica sono tuttora in corso con il supporto dei soggetti competenti. L’episodio è riconducibile al gruppo ransomware INC Ransom e Policlinico Triestino S.p.A. ha escluso sin dall’inizio qualsiasi ipotesi di pagamento del riscatto e, conseguentemente, non ha avviato alcuna negoziazione con l’organizzazione criminale.

Si precisa inoltre che le società controllate del Gruppo non sono state coinvolte nell’evento e che non sussistono collegamenti tra le rispettive infrastrutture informatiche.

Continueremo a fornire aggiornamenti sull’evoluzione della situazione e ringraziamo i pazienti, i nostri partner informatici e tutto il nostro personale per la collaborazione dimostrata in questi giorni.

La precisazione segnata in grassetto evidenzia un aspetto cruciale della vicenda. Bisognerà quindi accertare se le dichiarazioni che l’azienda ha fatto alla stampa e riportate nel comunicato siano effettivamente corrette e se quindi i dati dei pazienti “sono al sicuro e non risultano compromessi“, o se effettivamente INCRansom ha sottratto e pubblicato anche le immagini diagnostiche dei clienti della struttura sanitaria. Alle autorità preposte non resterà che accertare i fatti e le responsabilità del fatto e anche della corretta tenuta dei dati sanitari.